Si chiama “Trasformation Cortina” ed è il lavoro portato avanti dagli allievi di Architettura dell’università di Innsbruck e dell’università itinerante del Tirolo.” Mi riempie di gioia leggere queste notizie: questo è un vero progetto urbanistico (anche se solo uno Studio Universitario di City Lab), con infrastrutture progettate per dialogare tra loro.

La progettazione urbanistica è alla base di qualsiasi civiltà. Qui a Cortina non c’è ancora il Piano di Assetto Territoriale (PAT), che con la Valutazione Ambientale Strategica (VAS) costituiscono la vera e unica pianificazione possibile e responsabile. Diversamente, qualsiasi progetto pubblico o di finanza non terrà conto della visione globale e delle scelte del Territorio. L’urbanistica è una scienza meravigliosa, oggi è lo strumento di attuazione per qualsiasi intervento pubblico consapevole.

«Abbiamo scelto di analizzare Cortina partendo dal fatto che ospiterà la rassegna iridata», spiega l’architetto Hell, «ma i progetti non dovevano essere necessariamente legati ai Mondiali. I giovani, divisi in gruppi, hanno lavorato molto e ne sono nate idee creative, alcune realizzabili, altre meno, ma che comunque rientrano nelle operazioni di City Lab». “Un fiume di artisti” è un progetto che propone di collegare strutture esistenti con nuove costruzioni, per creare centri lungo il fiume Boite che rafforzeranno la nuova vita di Cortina. L’idea prevede un complesso nuovo nell’area della vecchia stazione ferroviaria da destinare agli artisti e il miglioramento della viabilità, inserendo l’utilizzo del treno. “ The Machine” analizza via della Difesa e prevede la nascita di una nuova area pedonale, che diventa un percorso gastronomico e rivitalizza l’esistente con ristoranti insieme a bancarelle di mercato e aree ricreative lungo il fiume; l’area termina nei pressi dei tennis Apollonio dove nasce un nuovo edificio con vari servizi. Previsto anche un passaggio sotterraneo come concetto per il traffico di transito di Cortina. “Village of Inspiration” propone tra Largo Poste, piazzale della stazione e Ria de Zeto la nascita di edifici che diventano la residenza per far convivere i prodotti artistici e gli artigiani che li creano. “Back to the future” è il progetto pensato per trovare una soluzione contro la fuga dei giovani da Cortina; prevede la nascita di scuole estive, laboratori, piccoli edifici da riempire con nuovi posti di lavoro. “AgriCortina” progetta un edificio per lo più in vetro, per sfruttare la luce, dove coltivare indoor il maggior numero possibile di vegetali diversi e far crescere la frutta. “Energy Generation” analizza i collegamenti funiviari e prevede anche l’utilizzo del tram per portare gli sciatori da un comprensorio all’altro. “Cortina Reahb Center” prevede la creazione di appartamenti in edifici molto vetrati, con standard edilizi specifici per single e coppie. Una sorta di quartiere che contempli aree dedicate al relax come saune, piscina, area massaggi, palestra, zona per trattamenti di bellezza. Poi c’è “Aga”, che progetta una serie di ponti a ventaglio che dal centro arrivano verso Crignes. Qui nascerà è un complesso che utilizza l’acqua (Aga in lingua ampezzana ndr) come risorsa naturale per offrire nuovi orizzonti all’innevamento artificiale e opportunità di lavoro come l’allevamento di pesci: non mancano anche in questo progetto gli spazi per il tempo libero. “Exavate to reinvent” studia l’accesso a Cortina tramite centri concentrici e propone una nuova viabilità nella zona della Freccia nel Cielo. Propone anche nuove residenze nella zona della pista da bob, a Ronco, con lo scopo di aumentare il numero di abitanti. L’obiettivo di “Area verde” è spostare il traffico dal centro. Il progetto prevede di concentrare le aree di parcheggio in centro, sotto la stazione, con “isola di parcheggio” sotterranea, una stazione di autobus sotterranea; è prevista anche un’oasi di benessere. Una serie di eleganti edifici, dove inserire un centro benessere e alcuni servizi da dedicare a residenti e turisti.

(Dal Corriere delle Alpi – Dieci progetti per trasformare Cortina di Alessandra Segafreddo)

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