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Nei giorni scorsi è comparsa, a mezzo stampa, la notizia dell’imminente inizio dei lavori di ristrutturazione dell’Hotel Ampezzo di Cortina d’Ampezzo, attribuendo erroneamente la paternità del progetto all’architetto Lucio Boni di Domegge di Cadore, mentre il progetto originale è dell’architetto Ambra Piccin di Cortina d’Ampezzo.

Infatti i lavori che avranno inizio sono riferiti al Permesso di Costruire n° 28/2017 del 30.11.2017 rilasciato dal Comune di Cortina d’Ampezzo su progetto a firma dell’architetto Ambra Piccin, mentre l’architetto Boni ha presentato solamente una variante, peraltro non sostanziale, all’intera struttura progettuale ottenuta dopo anni di lavoro e confronto con le Pubbliche Istituzioni, proprio dall’architetto Piccin.

 

“Mi sono occupata dell’Hotel Ampezzo già dal 2007 per i precedenti proprietari, e poi dopo l’acquisto della struttura da parte della società Layadira srl di proprietà di un magnante russo, anche con la nuova Committenza, predisponendo un progetto completo di variante personalizzata alle esigenze della nuova compagine. Per l’Hotel Ampezzo ho creato una nuova ed importante volumetria, sia interrata per i garage ed i servizi, che fuori terra, ottenendo un piano in più rispetto agli attuali, inserendo le bellissime torri laterali con i bow window così fondamentali per il nuovo skyline architettonico dell’Hotel, ho immaginato e creato un tunnel sotterraneo che unisse il giardino e parte del garage interrato con i nuovi livelli destinati a garage, ho progettato un ampio ingresso dove, a sorpresa, la doppia altezza della Hall suggerisce uno spazio e un’ariosità senza precedenti nelle strutture alberghiere di Cortina, con la bellissima scalinata a vista che raggiunge la balconata su cui si affaccia il piano superiore, creando un layout perfetto per i percorsi degli utenti ma soprattutto di tutto il personale che dovrà lavorare all’interno della struttura. Ho previsto anche un bellissimo doppio ascensore all’interno (come nei grandi Hotel dell’epoca) e un terzo ascensore dedicato solo al personale di servizio ai piani, inoltre la modernissima e ampia Spa con le vetrate studiate per cogliere le montagne e il cielo di Cortina.

Allo stesso modo, per le camere ho studiato un mood completamente innovativo eppure elegantissimo, ispirato alle stanze dei grandi Hotel del Nord Europa: pavimenti rigorosamente in legno di rovere disposti a spina di pesce, boiserie in legno piallato a mano dalle maestranze locali, ma pittate di colore bianco come la neve, pareti in muratura trattate con pitture materiche, con i toni del grigio, il tutto illuminato discretamente da strisce Led, da applique e abat jour disposte secondo il mio progetto illuminotecnico, per valorizzare al massimo gli ambienti”.

 

In seguito però i rapporti con la nuova Committenza si incrinavano a causa di alcune condotte scorrette e di successivi incarichi conferiti ad altri professionisti, senza che l’arch. Piccin venisse in alcun modo preavvisata di tali nuove scelte, sia da parte della proprietà che dei colleghi stessi.

 

“Per tutelare l’immagine professionale dell’architetto Piccin – spiega l’avvocato Elisabetta Frate di Belluno, che assiste l’architetto Piccin in questa vicenda – ci siamo rivolte al Collegio Disciplinare dell’Ordine degli Architetti, nonché alla Procura della Repubblica di Belluno con un esposto, per valutare se la condotta tenuta dai professionisti e committenti coinvolti nella vicenda integrino una qualche ipotesi di reato. Le indagini sono tutt’ora in corso e quindi nel rispetto del segreto istruttorio non possiamo aggiungere nulla di più. L’arch. Piccin però ha agito anche sul piano civilistico, onde veder riconosciuti gli oneri progettuali e i compensi maturati per la copiosa e qualificata attività professionale svolta”.

 

“Un tema che mi è molto caro – precisa l’architetto Piccin – è proprio l’aspetto deontologico della professione, al cui Codice tutti gli iscritti all’Albo dovrebbero attenersi. Infatti da sempre ospito nel mio studio diversi studenti delle più prestigiose università italiane, che con me svolgono non solo i loro tirocini, ma anche stage e workshop di progettazione, come ad esempio le due tesi di Laurea di ragazzi bellunesi che hanno concluso con me il loro ottimo percorso di studi: l’ingegner Cristina Mares (facoltà di Ingegneria di Trieste) e il dott. Luca de Zanna (Facoltà di economia dell’Università di Trieste), proprio sull’Hotel Ampezzo.

Ai miei studenti ripeto sempre che devono farsi rispettare e che devono a loro volta rispettare i colleghi, cerco di trasmettere l’importanza della correttezza e della lealtà che ci viene richiesta dall’Ordine stesso, al quale dobbiamo essere orgogliosi di appartenere.

Il progetto dell’Hotel Ampezzo è figlio della mia creatività e del mio lavoro tecnico-professionale, mi auguro davvero che la variante di Boni non stravolga il mio progetto, estremamente rispettoso del carattere storico e paesaggistico, trattandosi di una bellissima struttura in stile decò con alcuni elementi in quel caratteristico Liberty così attuale anche ora negli Hotel di lusso del Grande Nord. Nella piantina qui riportata ho rappresentato le epoche storiche delle varie aggiunte e modifiche che l’impianto originale ha subito nel corso degli anni, e soprattutto è importante notare come gli ampliamenti più importanti furono eseguiti proprio in prossimità delle Olimpiadi Invernali del 1956 che si tennero a Cortina d’Ampezzo; proprio come allora, di nuovo l’Hotel Ampezzo prenderà vita in vista delle Olimpiadi Invernali del 2026, che vedranno di nuovo protagonista proprio la regina delle Dolomiti”.

 

Inoltre è caldo il tema della ristrutturazione/demolizione dell’edificio.

Il progetto pensato ed elaborato dell’architetto Piccin prevedeva il mantenimento e il recupero della struttura esistente, che pur apportando tutte le modifiche e gli ammodernamenti necessari, miravano ad un intervento di tipo conservativo dello storico edificio, in accordo con la Soprintendenza di Venezia.

Dalle notizie apprese dalla stampa, invece si parla di un intervento di demolizione e successiva ricostruzione totale dell’Albergo, cosa questa che andrebbe meglio approfondita in quanto potenzialmente lesiva del vincolo posto sull’immobile e sul territorio di Cortina d’Ampezzo: tutti gli Alberghi storici di Cortina sono stati infatti sottoposti ad attenta ed accurata ristrutturazione, ma mai demoliti.

 

L’importanza della ristrutturazione e della conservazione dell’albergo Ampezzo, si pone nel solco di quanto fatto anche delle sistemazioni effettuate in passato.

Nelle foto di Diego Gaspari Bandion emerge la bellezza antica dell’Hotel Ampezzo il suo fascino e gli importanti elementi testimonianza di un’epoca e dei suoi risvolti socio-politici, che nel mio progetto sono stati conservati e ristrutturati, anche se re-interpretati in chiave moderna e tecnologica. Demolire un edificio storico e imponente come l’Hotel Ampezzo comporterebbe una grave perdita per la storia ampezzana, la scelta migliore si prospetta invece essere quella del recupero dell’immobile, cercando di conciliare tradizione e modernità.

 

arch. Ambra Piccin

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