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Chalet Alverà

Cortina d'Ampezzo, frazione Alverà, sulla sinistra orografica del torrente Boite: è qui che negli anni Settanta è stata costruita questa splendida dimora con affaccio sulle Dolomiti ed è proprio allo stile anni Settanta che mi sono ispirata per arredarla.

il protagonista

Uno stile unico che caratterizza l’intera superficie dell’immobile, in perfetto equilibrio con il tema dominante: il linguaggio montano classico. Risultato: un nido accogliente ed elegante, dalle atmosfere decise.

In questa casa il protagonista è il legno, richiamo per antonomasia ai meravigliosi boschi e alle montagne che fanno da cornice. Per i pavimenti ho scelto legno di rovere, mentre boiserie e soffitti sono in abete anticato, lavorato dai maestri artigiani di Cortina che collaborano con CortinAtelier (società partner di quasi tutti i miei lavori) con una specifica tecnica, grazie alla quale è stato possibile ottenere questo particolare colore: prima il legno è stato asciato e spazzolato poi è stato trattato con ben sette mani tra strati di cere e verniciatura finale.

A questo elemento naturale ne ho affiancato un altro, la pietra Botticino, che per il suo colore ricorda la neve. La lavorazione a spacco dona alla pietra una speciale luminosità, proprietà che ho deciso di accentuare inquadrando la pietra con faretti a raggio molto stretto, così da metterne in risalto ogni minima parte. L’effetto finale è una pioggia di cristalli di neve.

lo stile

A dare carattere a questa dimora di montagna è lo stile anni Settanta, filo conduttore del progetto di ristrutturazione da me curato.

Tra i tanti dettagli studiati per richiamarlo c’è ad esempio il pavimento dell’ingresso, realizzato in pietra grigia e lavorato con intarsi in acciaio che creano un disegno geometrico ripreso quasi specularmente dal controsoffitto in legno: una simbologia che facilita l’orientamento degli ospiti e che ho riproposto anche nella camera padronale.

Ricorda lo stile anni Settanta anche la cuscineria del soggiorno, ambiente ampio e confortevole impreziosito da un attento studio delle altezze e delle luci. Per costruire il soffitto ho infatti utilizzato uno strato di tavolato posto in opera con differenti quote che danno la sensazione di una struttura piramidale, più alta nella parte centrale e via via digradante sui lati. Al centro ho poi inserito una striscia a led per meglio diffondere la luce, sempre soffusa. E a proposito di illuminazione, ho voluto lasciare che si intravedessero solo i corpi luce essenziali, nascondendo il resto, laddove possibile. Il mobile centrale che alloggia la televisione, ad esempio, è illuminato dalla base, un trucco che lo fa sembrare quasi sospeso nel vuoto, più leggero: era un pilastro ingombrante e l’ho trasformato in un complemento d’arredo utile a separare il living dalla zona pranzo.

gli elementi

Un altro elemento d’arredo degno di nota è il caminetto trifacciale, a bassissima emissione, pensato per godere del calore e della bellezza del fuoco da qualsiasi punto lo si guardi. E merita una menzione anche la parete che nasconde l’armadio dentro cui sono stipati servizi di piatti e bicchieri per la tavola della sala da pranzo: non una semplice parete decorativa, ma uno spazio utile e al contempo bello da guardare, grazie ai listelli sovrapposti in modo da conferire alla superficie maggiore profondità.

Da segnalare inoltre le due opere d’arte del grande maestro fotografo Stefano Zardini, il lampadario in pieno stile anni Settanta e poi il tavolino posizionato davanti al divano, che all’occorrenza può trasformarsi in pouf, per rispondere al principio di praticità senza tralasciare il desiderio di ricercatezza.

Quanto alle pareti del salotto (in legno di abete asciato, spazzolato e trattato con terre naturali), ho inserito un listello sottilissimo tra una tavola e l’altra a sottolineare la fuga, così da trattenere la luce ed aumentare la profondità.

il risultato

Per separare la cucina dal living ho optato per due ante di cristallo. Le maniglie sono tasselli di acciaio di forma piramidale al cui interno sono incastonati due piccoli corni recuperati nel bosco, persi in natura dagli animali al cambio di stagione.

La cameretta è una stanza multifunzionale, pensata per trascorrere il tempo in compagnia di mamma e papà oppure degli amici: ho allestito infatti un terzo letto per gli ospiti e anziché un letto singolo ho scelto un grande letto matrimoniale con la testata in morbidissima pelle primo fiore, perfetto per leggere le storie e raccontarsi la giornata prima della buonanotte.

Qui come nel resto della casa i tessuti scelti raccontano di una minuziosa ricerca della perfezione e dell’impegno profuso perché ogni ambiente potesse regalare quella sensazione di benessere trasmessa dalla perfetta armonia tra arredi più classici ed altri revival anni Settanta.

Il decennio che caratterizza lo stile dell’intera casa è richiamato infine dalle geometrie degli asciugamani del bagno padronale. Qui la pietra lavorata a spacco fa bella mostra di sé nella doccia, mentre il legno ricopre pareti e pavimento. Poter camminare a piedi nudi senza sentire il freddo: una coccola in più in una dimora in cui nulla è stato lasciato al caso.