LE DOLOMITI IN CASA

NON SOLO DOLOMITI

LE PIETRE DELLE DOLOMITI

 

“ …le case di Cortina sono una “lente” attraverso la quale avvicinarsi, guardare e vivere il mondo dolomitico”

Se è vero che nel concetto “dolomitico” sono ricomprese le consuetudini, le tradizioni, le arti, l’artigianato e la cultura, io propongo qui un percorso più tangibile, più materiale e materico verso la vera consistenza della roccia dolomitica.

Secondo la Dichiarazione di Siviglia, sono 9 i sistemi montuosi che compongono le Dolomiti Patrimonio dell’umanità e comprendono una serie di paesaggi montani unici al mondo e di eccezionale bellezza naturale.

Le loro cime, spettacolarmente verticali e pallide, presentano una varietà di forme scultoree che è straordinaria nel contesto mondiale. Queste montagne possiedono inoltre un complesso di valori di importanza internazionale per le scienze della Terra. “La quantità e la concentrazione di formazioni carbonatiche estremamente varie è straordinaria nel mondo, e contemporaneamente la geologia, esposta in modo superbo, fornisce uno spaccato della vita marina nel periodo Triassico, all’indomani della più grande estinzione mai ricordata nella storia della vita sulla Terra. I paesaggi sublimi, monumentali e carichi di colorazioni delle Dolomiti hanno da sempre attirato una moltitudine di viaggiatori e sono stati fonte di innumerevoli interpretazioni scientifiche ed artistiche dei loro valori” (UNESCO, Comitato per il Patrimonio mondiale – Siviglia, 26 giugno 2009)

Svolgo la mia professione di architetto nel territorio di Cortina d’Ampezzo, che è ricompreso nel Sistema Dolomitico 5 (dolomiti settentrionali) e Sistema Dolomitico 1 (Pelmo e Croda da Lago) e sono attratta dai materiali e dai sistemi costruttivi così peculiari di queste terre: impossibile per me non subire il fascino delle pietre presenti nelle Dolomiti che utilizzo con costanza e con grande ricerca all’interno del mio Atelier di Architettura.

E non solo di Pietra Dolomia (di colorazione dal grigio argento al bianco rosato) si parla: amo utilizzare anche le altre pietre presenti sul territorio e nelle sue immediate vicinanze: ad esempio la pietra di Castellavazzo (dal grigio intenso al rosso), la rara Pietra di Cugnan (dal grigio azzurro al giallo chiaro).

Per me le case di Cortina sono una “lente” attraverso la quale avvicinarsi, guardare e vivere il mondo dolomitico, anche utilizzando le sue pietre nell’interior design, ricreando anche negli arredi una contestualità tipica degli ambienti montani.

  • La possiamo utilizzare levigata per le superfici più grandi da montare sulle pareti a casellario, con i bordi a spacco che ci ripropongono il suo aspetto in natura.
  • La possiamo frazionare in listelli di varie misure, da assemblare poi come rivestimento di elementi verticali, dove la luce studiata e posizionata correttamente ce ne rivela la porosità, il colore, la brillantezza.
  • Utilizzandola sui gradini la possiamo bocciardare, rendendone la superficie meno sdrucciolevole, mentre sui grandi piani di cucine o bagni la possiamo sabbiare, fiammare o acidare.
  • Ogni trattamento conferisce alla pietra un aspetto completamente differente, a seconda che si voglia opacizzare, lucidare, smorzare o enfatizzare il colore.

Una lavorazione nuova che ho introdotto di recente nelle mie realizzazioni, è una “graffiatura” continua con effetto multi-riga che a seconda dello spessore e della distanza tra le graffiature stesse, conferisce una texture esclusiva ad ogni ambiente.

Così ad esempio all’interno della doccia possiamo usare lo stesso materiale, ma lavorato in modi diversi, ad esempio il piatto doccia in pietra massello con superficie fiammata e acidata (con effetto antisdrucciolo ma quasi vellutato al tatto) e sulle pareti lastre grandi vevigate montate a casellario che si alternano con una zona lavorata con graffiatura millerighe, il tutto sormontato da controsoffitti in legno predisposti per l’inserimento di apposita illuminazione.

Ma è forse nel rivestimento dei camini, i fuochi che costituiscono il cuore della casa, che la pietra dolomitica si racconta meglio, prestandosi proprio per la sua consistenza alle lavorazioni piu’ svariate.

 

Ambra Piccin Architetto

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